La formazione ipnologica

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La formazione ipnologica

La formazione ipnologica ha attraversato alcune decadi  e ci ha dato molto in termini di ricerca, esperienza clinica e sviluppo professionale.
In questi anni, per la precisione e l’accuratezza degli interventi con le tecniche ipnotiche, stiamo nuovamente assistendo ad una rinnovata richiesta formativa proveniente sia dall’ambito della medicina che da quello della psicologia.  Tuttavia la preparazione dell’ipnoterapeuta e la sua formazione umana e psicologica, oggi non possono più prescindere da un percorso di formazione in psicoterapia psicodinamica.

Fu da qui che alcuni medici andarono  progressivamente riunendosi nell’Istituto di Ipnosi Clinica “H. Bernheim” per approfondire lo studio dell’ipnosi e del suo impiego. Nelle diverse branche di provenienza dei fondatori si stava già delineando la varietà dei campi che avrebbe caratterizzato la successiva ricerca.
Fin dall’inizio si rivelava lo stretto contatto fra ipnosi e psicosomatica. L’approccio ai problemi del paziente, non più scisso fra soma e psiche, ma globale, costituiva, per gli studiosi dell’Istituto, il punto di incontro della concezione ipnotica e dell’orientamento psicosomatico, imponendo la necessità di procedere parallelamente nella ricerca così come nella terapia.
L’Istituto H. Bernheim, e a seguire la Scuola di Psicoterapia, portarono quindi la loro  attenzione all’ipnosi vista non solo esclusivamente quale particolare stato fisiologico di coscienza modificata, ma anche, e principalmente, come relazione fra terapeuta e paziente.

Nell’ambito della ricerca sperimentale l’ipnosi può utilizzata in funzione di un potenziamento delle modalità di studio della condotta umana in condizioni di salute e malattia.

In ambito diagnostico l’ipnosi può costituire un ausilio alla diagnosi differenziale come elemento di agevolazione e di ampliamento nell’indagine di dinamiche sottese a sintomatologie psicogene e anche come test di per sé proiettivo.

Nel campo della terapia alcune tecniche ipnotiche possono essere utilizzate sia quando non siano disponibili mezzi più adeguati, sia in associazione con altri rimedi, sempre che, naturalmente, non vi siano controindicazioni e, comunque, dopo un’adeguata preparazione e informazione del paziente.

Nell’ambito delle patologie psichiatriche e dei disagi relazionali inserita nei contesto di psicoterapie ad indirizzo dinamico  o relazionale ma anche secondo modalità tecniche proprie.

Nella riabilitazione funzionale quale ausilio alla riduzione di blocchi e del dolore con mobilizzazione più agevole dei distretti interessati.

In ambito psicosomatico attraverso le componenti psichiche e somatiche che sono proprie dello ‘stato – relazione’ ipnotico.

In ambito odontoiatrico come riduzione dell’ansia e della secrezione salivare con possibile abolizione del vomito, e come analgesico.

In ambito ostetrico nelle varie fasi della gravidanza quale ausilio alla migliore accettazione della stessa (quando occorre o quando è ‘a rischio’ ) sino alla espletazione del parto e all’allattamento

 

 

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