Modelli Teorici
I modelli teorici cui si ispira la S.P.P.I.E. Scuola di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana H. Bernheim sono:
- La psicosintesi, le tecniche a mediazione corporea con elaborazione dei vissuti e l' "imagerie" mentale, (Assagioli, Bachelard, de Ajuriaguerra, Desoille, Durand, Jacobson, Sapir, Schultz).
- La psicoterapia ipnotica ericksoniana e dell'istituto "H. Bernheim" (Erickson, Rossi, Shapiro Guantieri, Parietti, Brugnoli).
- La psicoterapia psicodinamica, con particolare riferimento alla psicologia analitica (Jung, Von Franz, Hillman, Neumann):
- Psicoanalisi (Freud - Balint - Bion - Ferenczj - Fornari - Fromm - Gaddini - Klein - Kohut - Matte Bianco - Sullivan - Winnicott).
- Psicologia individuale (Adler).
La Scuola approfondisce questi modelli principali avvalendosi concettualmente in modo prevalente della convergenza e sinergia di tre esperienze scientifiche e culturali con molte caratteristiche in comune: la Psicosintesi di Roberto Assagioli, la Psicoterapia ipnotica di Milton Erickson, l¿Ipnosi psicodinamica di Gualtiero Guantieri, che fondò l'Istituto Italiano Studi di Ipnosi Clinica e Psicoterapia "H. Bernheim" a Verona nel 1965, e la Psicologia Analitica di Jung poiché rappresenta l¿elemento fondante che collega sia la posizione teorica della Psicosintesi, sia l'ampio utilizzo delle moderne tecniche di induzione di ipnosi e di conduzione dello stato ipnotico stesso, attraverso l'uso di immagini a forte contenuto simbolico e metaforico.
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La PSICOLOGIA ANALITICA (Jung): l'ampio lavoro di riflessione sui sogni, le modalità analitiche a carattere immaginativo e la grande attenzione alla funzione simbolica ed ai simboli nella cultura e nella storia psichica sia dell'individuo che dell'Umanità, rendono la psicologia analitica un riferimento ricco ed importante per la formazione di uno psicoterapeuta. Lo studio della psicologia analitica ben si integra con l'approccio e le posizioni teoriche della psicosintesi, mentre l'analisi del sogno e l'uso dei simboli si prestano all¿applicazione delle tecniche "oniriche" e di immaginazione attiva più propriamente ipnotiche. Le topiche junghiane (la psicologia dell'inconscio personale e collettivo, la psicologia dei fenomeni occulti, i tipi psicologici, l¿ombra, gli archetipi, i miti, i simboli e le trasformazioni, il sogno e l¿associazione verbale, la psicologia della religione), lo studio del profondo psichico, della teoria della personalità e l¿analisi delle relazioni tra la storia dell'uomo ed il mondo in cui è posto (con l¿autodeterminismo ed il determinismo sociale, e con l'antropologia culturale), si legano alle altre posizioni teoriche primarie di tipo psicodinamico (ipnotiche, immaginative e psicosintetiche) convergendo nell'interesse umanistico centrato sulla persona.
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La PSICOSINTESI è il prodotto tra la visione concettuale-intellettuale e le esperienze pragmatico-sensoriali, secondo il principio della sintesi (composizione), che unisce in una tendenza creativa la specificità del proprio nucleo essenziale e la ricerca del nuovo attraverso l'apertura ad altri territori; è un modo di essere che permette di curare e avere cura; ha a che fare con la capacità del terapeuta di essere presente come persona; esiste per chi ha gli occhi aperti per osservare al di là di ciò che comunemente si vede; si occupa della persona umana secondo i tre livelli della personalità (analisi e sintesi individuale), del Sé (recupero della soggettività) e della relazione (visione positiva della vita, capacità di dialogo, realizzazione del clima terapeutico), senza dimenticare il livello di sviluppo della coscienza del paziente. L'indirizzo psicosintetico è un atteggiamento costruttivo, aperto ed empatico di sintesi interna, che riassume tutti i dettami delle varie scuole, non come semplice risultante ma come vera sintesi.
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La PSICOSINTESI ERICKSONIANA si caratterizza per un approccio pragmatico basato sulla identificazione e la modificazione di modelli cognitivo-comportamentali disadattivi. Promuovere il cambiamento di tali modelli ha la precedenza sulla decodificazione del passato o dell'insight circa il significato o la funzione dei sintomi. In tale contesto l'approccio ericksoniano è fondamentalmente naturalistico, in quanto parte dalla premessa che le risorse necessarie al cambiamento dei modelli siano insite nella storia esperienziale della persona, e fra di esse viene considerata fondamentale la trance ipnotica intesa come esperienza in grado di potenziare significativamente l'identificazione, l'estrazione, la ristrutturazione e l'attivazione di tali risorse. In tale contesto la psicoterapia ericksoniana può essere collocata accanto alle psicoterapie brevi ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Alcuni fondamenti dell'impostazione ericksoniana sono i seguenti:
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Ogni persona è unica e possiede di per sé risorse generative.
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La trance ipnotica è naturale, e potenzia le risorse naturali.
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L'approccio ericksoniano è generativo, non riparativo.
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L'unicità di una persona può essere codificata a vari livelli.
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I processi inconsci possono operare generativamente ed autonomamente.
Uno dei principali vantaggi dello stato di trance è che esso può destrutturare uno schema cognitivo-comportamentale rigido e costrittivo e permettere una successiva ristrutturazione di esso che sia più consono alla realtà esperienziale del paziente, data anche la aumentata ricettività alla comunicazione caratteristica dello stato ipnotico. Le più recenti teorizzazioni sui rapporti fra conscio ed inconscio evidenziano la complementarietà di tali costrutti e, mentre la mente conscia sembra in senso lato più orientata all'efficienza, la mente inconscia è indispensabile per la creatività e la saggezza nel significato batesoniano dei termini. In tale contesto la psicoterapia ericksoniana può operare autonomamente rispetto alla mente conscia (attraverso un processo di dissociazione terapeutica) ed è in grado di generare profondi cambiamenti. Pertanto, piuttosto che considerare il contesto della relazione ipnotica come caratterizzato dal fatto che vengono inoculate suggestioni in un recipiente cognitivo passivo, la psicoterapia ipnotica ericksoniana concettualizza la trance come un procedimento nel quale i processi consci dei pazienti sono messi momentaneamente di lato, permettendo così alla mente inconscia di generare significative esperienze di evoluzione della mappa cognitivo-comportamentale del mondo del paziente.
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L'INDIRIZZO IPNOLOGICO dell'Istituto Italiano Studi di Ipnosi Clinica e Psicoterapia "H. Bernheim" è fin dalla sua fondazione di tipo psicodinamico, e sottolinea l'unicità di ogni relazione ipnoterapica; risponde alla necessità di fare conoscere non solo le tecniche e i fenomeni dello stato ipnotico, ma anche le profonde realtà relazionali che condizionano e rendono significativa l'ipnosi; promuove l'insegnamento, lo studio, il progresso, la ricerca e la diffusione delle conoscenze sull'ipnosi e delle sue applicazioni pratiche in campo diagnostico e terapeutico, mettendone in rilievo le potenzialità in ambito medico e psicoterapico. Pur mantenendo un'impostazione che attribuisce particolare attenzione agli aspetti psicodinamici ed interattivi della relazione (come nella psicosintesi) e della comunicazione interpersonale, l'Istituto da sempre è aperto anche a contributi di pensiero apportati da altre Scuole ed indirizzi formativi.
L'Istituto "H. Bernheim" è partito da una definizione elaborata dal suo fondatore Gualtiero Guantieri secondo cui l'ipnosi viene considerata come uno stato e una relazione interpersonale particolare a cui in una elaborazione successiva fa da corollario l'espressione "passante per il corpo", cioè coinvolgente molteplici risposte corporee auto- ed etero-indotte.
La sintesi tra le varie scuole di pensiero fornisce il contenuto concettuale della S.P.P.I.E.: la visione unitaria e globale dell'uomo, la sinergia dei vari apporti psicologici e psicoterapeutici considerati negli insegnamenti, la visione del terapeuta presente e coinvolto nella relazione, l'importanza delle esperienze sensoriali personali, nell'individuo e nel gruppo.
Gli elementi della psicologia generale di base cui la visione della Scuola fa riferimento sono quelli fondamentali dell'approccio olistico: la percezione, l'affettività e il pensiero, rivisitati secondo una lettura che tenga conto della loro portata psicofisica. In una visione unitaria, infatti, l'obiettivo primario è di comprendere come questi elementi presentino un preciso e costante corrispettivo corporeo.
Nella realizzazione del progetto didattico-formativo sono state considerate alcune esigenze:
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Poter fare riferimento a modelli-guida da assumere quali contenitori e sintesi di altri modelli utilizzandone le tecniche ritenute più idonee, nonché gli aspetti culturalmente congruenti.
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Evitare i rischi sia di un assemblaggio di modelli e tecniche, sia dell'ortodossia sclerotizzante di scuola.
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lasciare nel contempo aperta la possibilità di un progressivo arricchimento, ampliamento, perfezionamento del modello anche tramite il continuo confronto collaborativo.
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