Scuola di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana (S.P.P.I.E.) “H. Bernheim”

La Scuola di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana (S.P.P.I.E.) “H. Bernheim” nasce nel 2002 con riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Cod. MIUR n. 137) di Roma con Decreto del 30 Maggio 2002 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 141 del 18/06/2002.

Quasi quarant’anni prima, nel 1965, veniva fondato, dal Prof. Gualtiero Guantieri, l’Istituto Italiano Studi di Ipnosi Clinica e Psicoterapia “H. Bernheim”, un Centro di studi e formazione ipnologica per medici e psicologi.

La formazione ipnologica ha attraversato alcune decadi   e ci ha dato molto in termini di ricerca, esperienza clinica e sviluppo professionale.
In questi anni, per la precisione e l’accuratezza degli interventi con le tecniche ipnotiche, stiamo nuovamente assistendo ad una rinnovata richiesta formativa proveniente sia dall’ambito della medicina che da quello della psicologia, tuttavia la preparazione dell’ipnoterapeuta e la sua formazione umana e psicologica, oggi non possono più prescindere da un percorso di formazione in psicoterapia psicodinamico e analitico.

Le discipline da cui scaturisce l’ipnosi sono: la neurologia, la psicologia generale e sperimentale, la psicoanalisi, la medicina psicosomatica, la psicoterapia, la riflessologia, l’antropologia e la sociologia. Per quasi quarant’anni, la formazione è stata eseguita con un programma che ha legato inscindibilmente assieme un ciclo di lezioni, dimostrazioni, esercitazioni concernenti l’ipnosi, la sua induzione, il suo impiego, con una serie di attività che permettevano di realizzare anche all’infuori dell’ipnosi, una progressiva miglior conoscenza delle proprie capacità e dei limiti curativi, per potenziare il “self” terapeutico (G. Guantieri, 1972, p.213).

Per anni, fin dalle prime esperienze di Pierre Janet, l’ipnologia ha dovuto fare i conti con qualità personali, carisma e sicurezza di sé. Solo progressivamente, l’attività clinica e soprattutto quella formativa, hanno evidenziato l’importanza per l’ipnologo di approfondimento culturale ma sempre più orientato verso una propria esperienza transferale, di un training didattico-terapeutico. Le caratteristiche della personalità sono diventate oggetti fondamentali di conoscenza e gli   sviluppi della psicoanalisi   e della psicologia   analitica si sono inseriti in modo dialettico e imprescindibile per la preparazione psicologica e l’attività professionale. L’ipnosi, le sue diverse modalità d’induzione, i suoi effetti, la regressione e la modificazione degli stati di coscienza, in una cornice psicologica corretta, sono diventate a loro volta oggetto di studio e si sono chiarite potenzialità e limiti, efficacia e contro indicazioni.

Con gli anni 80, l’ambito d’intervento   dell’ipnosi si è ampliato e approfondito  dall’incontro  con  la medicina psicosomatica. I disordini somatici, la sintomatologia fisica ed emotiva, sono state affrontate con una visione olistica  proveniente   dagli studi di  psicosomatica  e l’ipnosi si  è rivelata  oltre che  una tecnica d’intervento terapeutico, anche una metodica e precisa osservazione diagnostica, così che l’eziopatogenesi, la diagnosi e la terapia psicosomatica sono diventate acquisizioni cruciali per l’ipnoterapeuta. L’indagine psicosomatica ha promosso uno sguardo più ampio sulla complessità delle relazioni tra fattori biologici, psicologici e socio-ambientali  e  la  pratica clinica  si  è arricchita  notevolmente  sul piano  dell’indagine  e  del  trattamento  dei  conflitti,  della dinamica psichica e della condizione dell’io.

La profondità dei conflitti e la debolezza dell’io, che spesso sono in relazione a gravi sofferenze e malattie hanno spinto nella direzione della psicoterapia e concentrato maggiormente la preparazione sulla relazione terapeuta-paziente sia per esigenze di profondità diagnostica che per preparazione al lavoro psicologico. L’ipnosi ha mostrato di sapersi inserire nella relazione psicoterapica sia sul versante dell’indagine psicodiagnostica che su quello dell’intervento e del cambiamento. Gli studi di psicosomatica e la cornice psicoterapica della relazione hanno mostrato che l’ipnosi aumenta e chiarisce l’osservazione psicologica e potenzia e accelera le modalità terapeutiche modificando situazioni conflittuali.

Al corpo della medicina si è aggiunto dunque, il corpo psichico, con le sue espressioni emotive e la sua vitalità dinamico-energetica, ma ben inserito nella cornice della relazione psicoterapeutica.

L’ascolto e l‘irruzione del corpo nella relazione psicoterapica ha rotto un silenzio clinico che la spessa psicoanalisi aveva a lungo sopportato a vantaggio dell’interpretazione e della metapsicologia, trascurando il fondamento organico da cui traeva inizio. L’angoscia primaria, la libido, i bisogni del corpo, l’autoregolazione nella relazione materna, sono rientrati nella scena clinica e psichica per la via della psicoterapia psicosomatica ad orientamento psicodinamico.

E così accanto all’esperienza di ricerca e della clinica con l’ipnosi, che si erano principalmente occupati degli stati della coscienza, degli stadi dell’io e dei processi regressivi, si aggiunge l’inconscio, ovvero fantasie e rappresentazioni di quelle forze che un tempo, nell’infanzia, per determinate ragioni vennero scisse dalla coscienza, continuando però ad influenzare costantemente le funzioni organiche e la vita psichica nel profondo. Il lavoro con l’immagine psichica che proveniva dall’esperienza regressiva con l’ipnosi ha incontrato la fantasia che rappresentava gli affetti rimossi e conflittuali che provenivano dall’inconscio. L’immagine psichica, con tutte le sue espressioni, diviene così il piano di lavoro, il materiale di cui si occupa lo psicoterapeuta ad indirizzo ipnologico.

La nostra Scuola in questi 15 anni ha lavorato nella direzione di approfondire un modello di integrazione dell’antropologia psichica sempre guidato dall’importanza e dalla posizione fondamentale dell’immagine psichica, considerata come l’unico materiale a disposizione per il lavoro psicologico, come una vera e propria cellula della vita psichica.

Stessa sorte è capitata sul piano del corpo che ritorna ad essere ascoltato, con i processi di cambiamento che a partire dal sintomo mostrano il valore simbolico espresso dal corpo.

L’immagine dunque, sia come fantasia, che immagine onirica, viene considerata e trattata seguendo sia le tecniche ipnotiche (imagerie, visualizzazioni, ecc..) che quelle analitiche a seconda delle condizioni psicologiche e della personalità del paziente. In questi anni gli aspetti simbolici che collegano l’immagine al corpo e alla personalità, sono stati studiati e presentati agli allievi seguendo modalità laboratoriali ed esperienziali tali da permettere una comprensione della struttura e della dinamica psichica secondo l’antropologia junghiana e quella psicosintetica  di Assagioli.

Il metodo dell’immaginazione attiva e il lavoro di amplificazione svolto da docenti dell’Istituto Junghiano di Zurigo e da quelli della Scuola di Psicosintesi di Firenze, ha portato ancor più attenzione ai processi di costruzione dei significati e dei simboli (miti, archetipi). La comprensione psicologica degli aspetti di natura collettiva, che compongono la personalità e ne costituiscono gli aspetti inconsci profondi, oggi è diventata una necessità formativa e ancor più per l’ipnoterapeuta, il quale si trova potenziato dalle tecniche ipnotiche, ma deve avere consapevolezza dei livelli di profondità su cui i conflitti psicologici lo portano ad intervenire.

Lo spettro di osservazione psicologica si compone quindi dei livelli più superficiali del sintomo, ai quali si può rispondere con interventi di tipo behaviorista, a quelli che permettono o richiedono uno studio della personalità e un intervento preparatorio alla psicoterapia, che di solito concernono una debolezza dell’io, a quelli che prevedono una trasformazione della personalità e che concernono la psicoterapia analitica.

La Scuola prepara a comprendere e a intervenire, sia approfondendo lo studio ipnologico che quello analitico e gli allievi possono scegliere la via che maggiormente sentono più consona al loro sviluppo.